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Mangiare sano fuori casa?

Ecco come

Gli impegni lavorativi ci obbligano spesso a mangiare fuori casa, al bar o al ristorante vicino al nostro ufficio.
Come possiamo conciliare questa necessaria abitudine con il mantenimento di una dieta sana ed equilibrata? Ne parliamo con Bianca Maria Vecchio, esperta di nutrizione presso il Wellness Team di Nestlé Italia"L'ideale, se in ufficio disponiamo di un piccolo forno o di un forno a microonde, è portarci il pranzo direttamente da casa: in questo modo, potremo tenere sempre sotto controllo il nostro "programma alimentare", ridistribuendo i nutrienti in modo armonico nel corso della giornata e della settimana. Ovviamente, in questo caso dovremoprivilegiare la sicurezza degli alimenti, evitando il rischio di contaminazioni da parte di microrganismi. Alcuni sistemi? Lavare accuratamente le verdure togliendo le bucce, preferire quelle cotte per garantirci il massimo della sicurezza, riporre ciascun cibo in un singolo contenitore refrigerato (avendo cura, per esempio, di non inserire nello stesso contenitore gli affettati e i formaggi), evitare le salse a base di uovo (che può essere un terreno di coltura per i microbi)".

 

E se mangiamo al bar o al ristorante? "In questo caso", prosegue Bianca Maria Vecchio "suggerisco un piatto a base di verdure con una pietanza, scegliendo una sola fonte proteica (per esempio il tonno, le uova, il prosciutto, il petto di pollo). Quanto alle proporzioni, consiglio di consumare tre quarti di verdura e un quarto di pietanza: per comodità, potremo fare riferimento al cerchio del piatto suddividendolo in quattro spicchi uguali".
"Per garantire varietà alla nostra dieta, potremo inoltre variare menù nel corso della settimana, alternando piatti come bresaola con melanzane grigliate, tonno e insalata, tacchino ai ferri con carote bollite, frittata agli spinaci. Attenzione anche ai condimenti: un cucchiaio d'olio, per esempio, apporta 90 kcal. Il sistema migliore per controllare il consumo di grassi è misurare i condimenti con il cucchiaio. Tra l'altro, ci sono molte alternative gustose per insaporire l'insalata e le verdure in genere: un po' di origano, un mix di erbe aromatiche oppure una spruzzata di olio o di limone".

E il tradizionale piatto di pasta? "Partendo dal presupposto che non esistono cibi vietati, e quindi la pasta può essere un’ottima alternativa per uno dei cinque pasti settimanali fuori casa, ci sono due aspetti da tenere in considerazione: i carboidrati possono indurre sonnolenza (e quindi favorire il proverbiale "colpo di sonno" postprandiale) ma soprattutto è difficile tenere sotto controllo il loro grado di condimento".

Come concluderemo il nostro pranzo? "Una bella macedonia di frutta di stagione o un gelato. Quanto alle bevande, largo all'acqua minerale e alle spremute. Dovremo invece limitare il consumo di bibite gassate, che apportano molti zuccheri".

"C'è un ultima raccomandazione che vorrei dare: soprattutto se mangiamo fuori casa, ricordiamo sempre di fare uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio. E' l'unico modo per evitare di sovra-alimentarci a pranzo o a cena", conclude Bianca Maria Vecchio.

L'esigenza di garantire uno stile alimentare corretto a chi pranza fuori casa è condivisa anche dal Comune di Milano e dall'Unione del Commercio. Presso 44 ristoranti del capoluogo lombardo, infatti, è stata recentemente inaugurata l'iniziativa "Menù di lunga vita", con menù "trasparenti" che indicano il corrispettivo calorico, i valori nutrizionali, il contenuto di grassi, ecc.

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