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Rimedi ai dolori mestruali: come l’alimentazione può influire

La maggioranza delle donne in età fertile soffre di dolori mestruali o dismenorrea, un disagio fisico e psicologico che si manifesta in molteplici forme e varia da donna a donna sia per intensità, sia per la presenza di più disturbi.
I dolori mestruali consistono generalmente nel susseguirsi di crampi e fitte dolorose nella parte inferiore del ventre. Spesso si accompagnano anche a mal di schiena, sensazione di gonfiore, lombalgia, nervosismo, irritabilità e sbalzi d’umore. Spesso la sintomatologia dolorosa è talmente accentuata da compromettere il normale svolgimento dell’attività quotidiana. Una corretta alimentazione può incidere positivamente sulla comparsa dei dolori mestruali:

I benefici di una corretta alimentazione per i dolori mestruali

Alcuni semplici consigli nutrizionali possono alleviare e prevenire i dolori. L’utilità di questi accorgimenti varia, sia da soggetto a soggetto, sia da un mese all’altro per la stessa donna.

Gli obiettivi della dieta sono:

  • garantire una corretta idratazione (prevenendo la disidratazione)
  • favorire la digestione dei nutrienti e lo svuotamento di stomaco e intestino
  • fornire sostanze antinfiammatorie come gli acidi grassi
  • fornire sali minerali importanti come magnesio e potassio.

6 semplici suggerimenti

1. Bere molta acqua e limitare i cibi molto salati (affettati, prodotti in scatola)

2. Limitare le bevande eccitanti come gli alcoolici, oltre al fumo di sigaretta

3. Limitare i cibi molto ricchi di zuccheri e grassi, come i salumi e gli alimenti fritti.

4. Consumare pesce e cereali anche integrali (pasta, riso, mais, farro, orzo, kamut, miglio, quinoa ...)

5. Consumare almeno una porzione di verdura a pasto e circa tre frutti al giorno

6. Alternare come snack la frutta secca e la frutta disidratata (albicocche, prugne, banane...) ricca in magnesio e potassio.

Naturalmente le donne che soffrono di forti dolori mestruali devono sottoporsi a regolari controlli ginecologici oppure rivolgersi al proprio medico di base.

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